Distretto di EcoVicinanza. Aziende corte, Cittadinanza corta delle specificità

Distretto di EcoVicinanza. Aziende corte e cittadinanza corta delle specificità
di Alessio Masone

Il Distretto di EcoVicinanza, alla stregua degli altri distretti di economia solidale, consente una rete di soggetti di filiera corta: contadini, artigiani e artisti, piccoli negozianti, cittadini che non delegano, cooperative sociali e associazioni ambientaliste e per un’economia relazionale e inclusiva.

Ma l’EcoVicinanza vuole mettere in connessione anche tutti gli altri membri di una comunità territoriale, superando le barriere dei ruoli.

EcoVicinanza nel nome porta l’idea che ciò che è vicino è sostenibile e che ciò che ecologico è anche solidale.

Infatti, a differenza dell’ambientalismo del secolo scorso che appariva separato dagli altri processi sociali ed economici, l’ambientalismo di oggi, sempre più connesso alla filosofia quotidiana della filiera corta nell’economia e nel sociale, è portatore di un nuovo modello culturale, stavolta interdisciplinare, capace di economia, di redistribuzione del reddito, di identità territoriale, di coesione sociale e anche di tutela ambientale.

Ma non basta individuare un nuovo nome per procurare il cambiamento.
E’ necessario individuare anche un nuovo metodo.

CITTADINANZA CORTA DELLE SPECIFICITA’

Il distretto di EcoVicinanza vuole agevolare una comunità delle differenze, delle specificità di cui è naturale portatore ogni cittadino di filiera corta: come consumatore responsabile, negoziante indipendente, piccolo artigiano, piccolo produttore, tutti soggetti che si interfacciano, nella quotidianità dei processi economici, con il proprio vicino di territorio.

Qui, il punto di comunanza non è il ruolo (acquirente o negoziante o produttore), ma la condivisione della stessa cittadinanza territoriale.

Il produttore o il negoziante, in quanto cittadino del territorio, è, a sua volta, consumatore ma anche portatore di passioni extralavorative da dare al mondo.

Questo è il cambiamento dal basso: non il cittadino che prende il posto dell’amministraratore, ma il cittadino che cambia nei propri stili di vita e contamina la classe dirigente di nuovi valori perché ogni suo esponente è, a sua volta, cittadino che svolge il suo quotidiano con gli altri cittadini.

Allo stesso modo, il produttore cambia se è, a sua volta, anche consumatore responsabile, cittadino appassionato.

Quindi, ogni consumatore è, a sua volta, quel cittadino appassionato che è portatore di una sua specificità, di una sua competenza, di una sua attitudine.

Se vogliamo che l’individuo si senta accettato dalla sua comunità territoriale, questa deve agevolare in ognuno la passione di cittadino, in quanto capace di esprimere le proprie specificità: le differenze se valorizzate, agavolano una complementarietà tra gli individui ed evitano quella omologazione che procura competizione ed esclusione.

Per lo stato chi è senza partita iva, non esiste e può solo consumare, fruire.
Invece, esistono numerosi cittadini appassionati di alimentazione naturale, di agricoltura biologica, di tecniche tradizionali, di artigianato creativo: i saperi e le passioni di questi cittadini devono essere messi in rete a prescindere dallo status professionale.

Al riguardo, è da ricordare il movimento di Genuino/Clandestino per la libera lavorazione dei prodotti contadini.

Le norme igienico sanitarie, cucite su misura della grande industria agroalimentare, marginalizzano una miriade di piccoli produttori disperdendo i saperi e i sapori della terra e allontanando l’economia dai territori per concentrarla in pochi soggetti sovraterritoriali.

SISTEMI DI GARANZIA PARTECIPATIVA AGROALIMENTARE
Qui vengono in aiuto e i GAS (Gruppi d’Acquisto Solidale) e i sistemi di garanzia partecipativa che su base locale si affidano alla relazione fiduciaria e di conoscenza che si realizza tramite la filiera corta.

Nel secolo del cambiamento dal basso, il filo conduttore di una comunità deve essere il cittadino con le sue specificità e questo può avvenire solo con la cittadinanza corta e appassionata.

SPECIALIZZAZIONE DEL LAVORO E DISPERSIONE DELLA COESIONE SOCIALE
Se si vuole agevolare la diffusione della filiera corta, si deve incentivare la coesione sociale e ridurre la componente verticistica che è presente in tutti noi.

La specializzazione del lavoro ha causato la dispersione della coesione sociale. Le associazioni di categoria professionale accentuano la separazione tra i cittadini di un medesimo territorio.

Le comunità dovrebbero utilizzare le eterogeneità di un unico luogo per farne un crocevia di contaminazione che scavalca le separazioni dei ruoli: sopratttutto produttore con consumatore, entrambi cittadini attivi dello stesso luogo, e meno produttore con produttore perché se si incentiva la relazione tra analoghe professionalità, avremo che il produttore del Taburno si sentirà più simile ai produttori di altri territori che ai consumatori del proprio territorio, agevolando una cultura sovraterritoriale.

Se il produttore è di filiera corta, quindi non di monocultura, interfacciandosi ai suoi vicini di territorio, la sua cultura imprenditoriale diventa agevolatrice del territorio.

Allo stesso modo, ogni associazione, culturale o ambientalista, deve dare l’esempio privilegiando un’interazione complementare tra le associazioni del territorio e non un’interazione illusoria con quelle analoghe che necessariamente agevolerebbe una modalità sovraterritoriale e omologante.

Se i membri di un’associazione di carattere nazionale si fidano più degli altri soci che dei  propri conterranei, promuovono, a parole, la filiera corta e la cultura territoriale, ma di fatto agevolano, nei consumi e nei processi sociali, un’attitudine verticistica e sovraterritoriale, grazie alla quale la massaia continuerà a fidarsi più del produttore nazionale che di quello locale.

Ma l’EcoVicinanza si basa anche su numerosi strumenti: le Pagine EcoVicine e la moneta corta (SoldoCorto).
La moneta corta, il SoldoCorto: una sorta di buono sconto interscambiabile fra gli operatori di filiera corta: emesso sull’acquisto effettuato presso i produttori locali e i negozianti indipendenti, aderenti all’iniziativa, è fruibile presso qualsiasi altro esercente aderente al circuito.
Le Pagine EcoVicine sono una guida per il consumatore responsabile che vuole rivolgersi prevalentemente ai produttori locali e ai negozianti di rione.

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